Cives Cremona

29 giugno 2011

La “non inerenza” degli oggetti censurata dalla Corte dei Conti

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

L’universalismo, o se si preferisce l’ampiezza eccessiva dell’oggetto sociale non è un prerogativa di Aem Service, ma tocca tutte le società partecipate da Aem.
Castel (partecipata al 23%) ha come obiettivo la realizzazione, gestione e sviluppo, sia in Italia che all’estero, di sistemi informativi territoriali (Sit), nonché lo svolgimento di ogni funzione catastale ad essi connessa.  Ma anche la raccolta di dati per la fornitura di servizi amministrativi, commerciali e informatici; la progettazione e realizzazione di programmi e reti informatiche e tecnologiche; ogni attività di servizio e consulenza informatici per imprese e pubbliche amministrazioni; e anche il commercio di materiali, di beni e di attrezzature inerenti le attività sopracitate.
Solea  (partecipata al 10%) ha come obiettivo la costruzione e la gestione di impianti di produzione, di trasporto, di distribuzione dei gas, nonché il loro commercio ed ogni altra attività connessa. Ma anche la costruzione e la gestione di acquedotti, di fognature, di depuratori; la raccolta, il recupero, il trasporto e lo smaltimento di tutti i generi di rifiuto; tutte le attività inerenti l’igiene urbana e la salvaguardia dell’ambiente; la gestione di servizi per conto di comuni, di enti, di imprese private, con particolare riferimento alle opere ed ai servizi di pubblica utilità.
Gesco (partecipata al 5%) ha un oggetto simile a quello di Solea. Ognuna di queste società può anche assumere, in Italia e all’estero, interessenze e partecipazioni in altre società, aventi qualsiasi forma ed aventi il medesimo oggetto sociale; può acquistare, vendere, possedere titoli pubblici o privati di qualsiasi tipo.
Non c’è da meravigliarsi se, data la sostanziale indeterminatezza degli oggetti sociali, l’universo delle partecipate abbia potuto dilatarsi alle attuali dimensioni. E come sia stato opportuno l’intervento legislativo che ha cominciato a limitarlo e a vincolarlo.
La stessa Corte dei Conti (Sezione Autonomie), dopo un’approfondita indagine sulla realtà delle partecipate, in una delibera del giugno 2010, ha richiamato un articolo della legge finanziaria 2008, con cui il legislatore ha circoscritto l’oggetto delle società partecipate alla missione dell’ente ed ha previsto la legittimità soltanto di quelle che producono beni e servizi strettamente necessari al perseguimento delle sue finalità istituzionali, con l’obbligo della “inerenza” dell’oggetto sociale alle  finalità medesime.
Dubitiamo che gli oggetti “generalissimi” che abbiano riscontrato nelle società partecipate dall’Aem siano tutti “inerenti” alle finalità istituzionali del Comune, che può invece assumere – attraverso le sue società strumentali – le più svariate funzioni imprenditoriali, professionali, o finanziarie, finendo per svolgere indirettamente attività che nulla avrebbero a che fare con la sua missione.

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