Cives Cremona

9 agosto 2011

Il partito dell’Aem

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 07:00

La penuria agostana di notizie alimenta la fantasia dei giornali, i quali prendendo lo spunto dalle divergenze manifestatesi nella maggioranza e nell’opposizione, in merito alle nomine in Aem e particolarmente alla conferma di Franco Albertoni alla presidenza dell’azienda, ipotizzano un “listone di Perri” alle prossime amministrative, arrivando anche (con cremonaonline) ad effettuare un sondaggio tra i lettori della Provincia.
In effetti, la linea di Perri, che possiamo chiamare per approssimazione “consociativa”, sembra fatta apposta per solleticare i sentimenti di quanti (persone, gruppi o giornali) considerano i partiti una degenerazione della politica e vedono di buon occhio e incoraggiano qualunque soluzione che ne possa prescindere. Ignorando o fingendo di ignorare che l’assenza dei partiti (come la loro scarsa credibilità) viene surrogata da soggetti che esercitano un potere sommerso, economico o mediatico, esplicato da leader eletti dal popolo ma responsabili verso chi li ha di fatto “investiti”.
Senza rifarci ai drammi politici del Novecento e rimanendo più terra terra, non si parlava una volta del “partito dell’Iri” e non si parla oggi del “partito della Rai” o del “partito delle Procure”, in riferimento agli intrecci o alle consorterie che legano particolari gruppi di interesse a particolari gruppi di politici? Per cui non è del tutto fuori luogo, al di là delle fantasie giornalistiche, immaginare anche nel nostro piccolo un “partito dell’Aem”.
Secondo quel che si legge sui giornali, nel centrosinistra ne farebbero parte, oltre a Pizzetti e i “pizzettiani”, Soregaroli, Gagliardi e Guarneri, mentre sarebbero contrari il segretario Pd Magnoli, Biondi e Termenini; nel centrodestra approvano il sindaco l’Udc, il Fli e l’ala ex An del Pdl, mentre sono contrari gli ex Forza Italia del Pdl e la Lega.
C’è da dire che finora né i partiti né i singoli politici sono andati oltre l’approvazione o il contrasto sulle nomine, particolarmente del presidente di Aem. Mai nessuno ha tentato di mettere in discussione la strategia delle partecipate e i loro rapporti con il comune, come invece si sta facendo a Crema, dove – ad esempio – il sindaco di Madigano Venturelli propone di vendere una quota di Lgh per finanziare gli investimenti dei comuni.
A Cremona invece siamo al tabù delle partecipate. Ed è in questo tabù, più che negli schieramenti dei partiti e dei singoli politici che si annida il “partito dell’Aem”, quello che tiene insieme politici, amministratori, tecnostruttura, clienti e fornitori, attuali e potenziali; quel potere sommerso che schiva la trasparenza e contribuisce a tenere in vita una formazione societaria che ha perso ogni funzione operativa ed ha invece acquisito funzioni politiche che spetterebbero direttamente agli organi comunali, come il coordinamento delle partecipate o la “rischiosa” valorizzazione del patrimonio.

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1 commento »

  1. Quando era alta la polemica su chi nominare all’ AEM, quasi a mò di battuta, avevo
    indicato la soluzione per togliere dall’impaccio il Sindaco: sopprimere l’ AEM.
    Ma al di là della battuta e della soluzione radicale, la mia considerazione aveva
    un fondamento forse poco giuridico, ma certamente razionale: quali sono i compiti
    di AEM? Coordinare le partecipazioni nelle varie società in cui è presente il
    comune, e gestire il patrimonio. Funzioni queste che fanno parte delle prerogative
    del consiglio comunale per quanto riguarda gli indirizzi o dell’amministrazione,
    che già gestisce i patrimoni del comune.
    Certo senza AEM non sarebbe possibile aggirare i patti di stabilità come nel caso
    dell’ex macello in cui si vende a se stessi pagando con i propri soldi.
    Molto più sofisticata e “peccaminosa” l’idea di Pelli, del potere sommerso che
    tiene insieme politici, amministratori, tecnostruttura, ma a pensare male,
    diceva Andreotti, si fa peccato, ma si indovina.
    Non è forse il caso di ripensare allora la natura e la mission di queste aziende pubbliche, fabbrica di poltrone e di polemiche che anzichè aiutare intralciano l’attività politica ed amministrativa?

    Commento di angelo zanibelli — 13 settembre 2011 @ 17:53


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