Cives Cremona

30 agosto 2011

Omaggio a Giacomo Corna Pellegrini

Filed under: Cives — Cives Cremona @ 07:00

Michele de Crecchio mi ha segnalato un necrologio del Corriere della sera, in memoria di Giacomo Corna Pellegrini, geografo italiano, già professore di geografia economica all’Università di Palermo e poi di geografia all’Università statale di Milano, nonché presidente dell’Associazione dei geografi italiani.
Questo omaggio su Cives mi sembra doveroso, non tanto per la mia frequentazione personale, al Centro studi della Cisl (tra il 1959 e il 1961), dove Corna Pellegrini insegnava politica economica, e poi nella redazione di Esperienze Amministrative (nel decennio 1965-74) cui collaborava, ma soprattutto per la ricerca da lui condotta (assieme a Luigi Ferrario) nel 1965, per conto dell’amministrazione provinciale (*).
Le giunte di centrosinistra dell’epoca avevano introdotto nell’amministrazione pubblica i primi tentativi di programmazione dell’attività e anche la provincia di Cremona non fu da meno. La ricerca di Corna Pellegrini e Ferrario fu una primo inventario accurato  delle caratteristiche strutturali dell’economia provinciale (popolazione; settori produttivi; reddito), delle infrastrutture civili, delle risorse finanziarie disponibili.
L’analisi metteva in luce realtà e carenze dei settori produttivi e dei servizi pubblici, ma rinviava correttamente l’individuazione delle scelte operative alle sedi politiche e amministrative, non esimendosi tuttavia nel rapporto conclusivo da suggerimenti di massima, rivolti all’obiettivo di inserire il territorio provinciale nel processo di sviluppo che già caratterizzava la Lombardia. Con l’avvertenza che “l’espansione del sistema economico e le sue capacità di autopropulsione sono certo connessi ai fattori tecnici ed economici (illustrati dalla ricerca), ma l’interdipendenza non è minore rispetto alle componenti extraeconomiche, che sono lo spirito d’iniziativa, la capacità di rischio, l’adattabilità psicologica rispetto a nuovi modi di produrre”.
In questa avvertenza era racchiuso il senso profondo del pensiero di Corna Pellegrini geografo, come riassunto in una sua intervista: Il bello della geografia comincia solo a partire dal tentativo di spiegare perché la realtà è o appare come è stata descritta. La risposta si trova attraverso la ricerca di molte discipline; dalla storia geologica per i caratteri fisici, alla storia umana, per quelli antropici.”

g.p.

(*) “Cremona: elementi di una politica di sviluppo”, Amministrazione provinciale di Cremona, 1965

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5 commenti »

  1. Cosa dire? La scomparsa di uno dei maggiori geografi italiani è avvenuta nel totale disinteresse degli organi di stampa e dei media in generale. Anch’io ho ricevuto la notizia grazie alla segnalazione del necrologio sul Corriere. Il suo magistero di alto profilo e la sua produzione editoriale e scientifica avrebbero dovuto garantirgli una dipartita meno silenziosa. Ma la sua interpretazione della geografia come scienza interdisciplinare necessaria per capire il territorio in cui viviamo la nostra vita rimarrà indelebile nel ricordo di chi lo ha conosciuto.

    Commento di Danio Asinari — 6 settembre 2011 @ 10:10

  2. E’ stato mio docente alla “Cattolica” nel 1973. Per me è stato un fratello maggiore, un amico, più che un prof.
    Ciao Giacomo (ho avuto l’onore di darti del “tu”) hai fatto parte di un periodo “forte” della mia vita, ricordo le tue lezioni, i seminari, le gite nella media valle dell’Olona, le prove al teatro…. Nell’ultima tua E-mail mi hai chiamato “antico studente”. Grazie ……. Buon viaggio ……

    Commento di Bruno — 21 novembre 2011 @ 21:40

  3. Incredibile come sia stato trascurato dai media. Ricordo con piacere sia la persona sia le sue lezioni sull’America latina. Il seminario su MIlano è stata un’esperienza unica, e conservo con cura la fotocopia che ci aveva lasciato ad memoriam a fine corso 1984-85 con un estratto preso da Castaneda. Grande GCP!

    Commento di ercanotta — 26 dicembre 2011 @ 10:24

  4. Ciao Giacomo, lavorare con te è stato un onore.
    Roberto Scardia

    Commento di roberto scardia — 11 gennaio 2012 @ 10:37

  5. “…che alla Geografia è appassionato quanto io lo sono…”.
    Così scrisse di me quando andai a trovarlo in Istituto nel 2005. Era visibilmente compiaciuto per la mia visita; quella di un suo studente, quasi coetaneo, innamorato di quella Geografia che lui aveva amplificato e trasfuso.
    Sicuramente avevamo alcune cose in comune: il candore dei capelli e della barba, l’età, la passione per la “Disciplina”, e il cuore. Il suo era grande, come il mio però faceva il “matto”. Arrivederci professore. Suo dev.mo.

    Commento di Gino — 28 marzo 2012 @ 17:30


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