Cives Cremona

2 agosto 2011

Uno spiraglio di luce sulle partecipate

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

Qualche giorno dopo il nostro post del 29 luglio (La trasparenza opaca delle partecipate comunali) arriva uno spiraglio di luce. E arriva da Crema, dove da tempo è in corso un aspro dibattito sulla gestione delle municipalizzate, diretto a verificarne l’efficacia e a potenziare il controllo degli organi democratici sulle medesime.
Già nel gennaio 2010, il presidente del consiglio comunale di Crema, Antonio Agazzi, aveva dichiarato alla
Provincia che erano ormai maturi i tempi per disciplinare in modo nuovo i rapporti tra comune e società partecipate, affidando al consiglio comunale un ruolo cruciale di controllo. Nel giugno 2010, ancora sulla Provincia, Martino Boschiroli, consigliere comunale di Crema, si era fatto interprete delle preoccupazioni dei sindaci del Cremasco in merito al conferimento di reti e impianti alla società LGH. Boschiroli sosteneva che, “prima di parlare degli scenari futuri del capitale”, occorrerebbero “cifre precise sulle passività, sulle previsioni di investimento, sulla organizzazione societaria. Nessuno fino ad oggi ha mostrato questi numeri, né il rapporto costi/benefici per Scrp e per il Cremasco”. Era tornato sul tema in novembre, assieme a Bonaldi, per criticare gli intrecci societari e i doppi incarichi delle ex municipalizzate, per chiedersi: “chi controlla i controllori?”.
In una intervista a Pier Giorgio Ruggeri su
Cronaca del 1° agosto, Boschiroli getta oggi una spiraglio di luce su Linea Grouh Holding (LGH), il cuore delle partecipate locali. I conti di Boschiroli dicono che ai componenti degli organi di LGH vengono erogati ogni anno 271 mila euro, agli organi delle numerose società del gruppo vengono erogati 1 milione e 370 mila euro, per un totale di 1 milione 641 mila euro annui. Si tratta – aggiunge Boschiroli – di costi che ricadono sui portafogli dei cittadini, attraverso le bollette della luce, del gas e dell’acqua. Costi che non sembrano funzionali al livello dei servizi, ma più agli stipendi dei direttori generali e ai costi del personale.
“Mi chiedo – conclude Boschiroli – se una gestione diretta delle reti e degli impianti non sia meno dispendiosa per i cittadini e se non sia necessario redigere il bilancio consolidato del comune e delle partecipate, che sarebbe un bel passo avanti sul controllo della spesa pubblica locale.”

1 agosto 2011

Perri e i partiti

Filed under: Comune di Cremona — Cives Cremona @ 07:00

Il rapporto del sindaco Perri con i partiti, oltre che tribolato, è anche alterno. Nella vicenda delle nomine in Aem, un giorno Perri rivendica la su totale autonomia dalle “appartenenze politiche” in quanto “eletto dal popolo”, salvo spiegare il giorno dopo che nove presidenti su dodici sono stati nominati tra appartenenti al centrodestra.
Se poi si va un po’ indietro, al momento della sua elezione, si può scoprire che al primo turno Perri ha riportato il 45% dei voti, più di quelli delle liste che lo avevano sostenuto, ma non sufficienti per essere eletto. Tra il primo turno e il ballottaggio Perri ha dovuto contrattare il sostegno dei partiti o liste che si erano presentati da soli (Udc; Gente per Cremona; Gente nuova). Così, Maria Vittoria Ceraso (Gente per Cremona) ha “orientato” il suo migliaio di voti su Perri, che le ha riconosciuto un posto di assessore; allo stesso modo, il giovane Paolo Trentarossi ha “orientato” i suoi 450 voti, venendo immediatamente riconosciuto con un posto nel consiglio di amministrazione di Aem Gestioni (alla faccia del suo programma elettorale che diceva: “nessuno degli appartenenti alla lista si propone come fine quello della poltrona”). Con qualche incertezza iniziale anche l’Udc, attraverso il suo segretario, ha garantito a Perri un appoggio politico, che è stato poi riconosciuto con la nomina di Giuseppe Foderaro a vicepresidente di Cremona Solidale.
Niente di sconveniente in tutto questo, anche le trattative con i partiti, quando non degenerano, fanno parte della dinamica democratica. Fatto sta che, anche in forza di questi accordi, nella votazione di ballottaggio Perri ha riportato il 51,51% dei voti popolari ed è diventato sindaco di Cremona. Ma anche i 23 consiglieri che gli hanno votato la fiducia sono stati eletti dal popolo e possono rivendicare la stessa legittimità. Il rapporto tra sindaco e maggioranza consiliare non è un fatto meccanico, richiede adattamenti costanti tra le componenti su tutte le scelte  amministrative, nomine comprese.
Anche un sindaco dalla forte attrazione popolare come Perri (misurabile con i 2.729 voti della lista che porta il suo nome) non può sottovalutare il ruolo dei partiti durante e oltre le competizioni elettorali. Nelle moderne democrazie di massa, i partiti danno forma alla partecipazione dei cittadini alla vita politica. Enrico Mattei una volta li paragonò ai taxi, da prendere al bisogno. Ma anche in quel modo era cominciata la loro degenerazione.

« Pagina precedente

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.