Cives Cremona

12 settembre 2011

La “bomba demografica” ha fatto flop

Filed under: Recensioni — Cives Cremona @ 07:00

Lo squilibrio inconciliabile tra popolazione e risorse, teorizzato da Malthus nel 1798, sta andando verso un assestamento, sicché la “bomba demografica”, paventata ancora attorno al 1970 da diversi studiosi, non dovrebbe scoppiare. Al tema è dedicato un agile libro di Alessandro Rosina e Maria Letizia Tanturri, intitolato GoodBye Malthus. (*).
Ne parliamo non solo per l’interesse intrinseco del libro, ma anche perché contiene indicazioni utili circa le politiche necessarie, anche a livello locale, per affrontare le trasformazioni indotte dalla “transizione demografica” in atto, che comporta nei paesi a sviluppo avanzato rilevanti fenomeni di invecchiamento e di immigrazione. La popolazione cremonese ha infatti, al massimo grado, le caratteristiche tipiche di questi paesi: basso numero di figli per donna, per cui le generazioni dei figli non rimpiazzano quelle dei genitori; famiglie con pochi figli; una vita più lunga e in buona salute; prevalenza di anziani sui giovani.
Queste condizioni richiedono delle risposte da parte delle istituzioni. “Gestire l’invecchiamento rappresenta una delle sfide più importanti del nostro secolo”, sia per far fronte alle necessità di cura dei “grandi anziani” (over 75), sia per attenuare gli squilibri che si creano nel mercato del lavoro, nel sistema previdenziale e nelle famiglie. Una sfida connessa riguarda le politiche per favorire la piena partecipazione dei giovani al mondo del lavoro e un welfare attivo necessario a compensare la maggiore flessibilità richiesta dal mercato. Come pure politiche per la famiglia e per l’infanzia, dirette a superare le disuguaglianze sociali e a favorire l’occupazione femminile. Infine, politiche per l’immigrazione “che è ormai un fattore chiave per lo sviluppo dei paesi ricchi.
A questo proposito, un rapporto dell’Onu ha stimato che, per mantenere costante la popolazione del nostro Paese, sarebbe necessario un flusso di 250 mila stranieri all’anno. D’altra parte, Cremona ha mantenuto costante la popolazione negli ultimi anni grazie agli immigrati, che oggi sono circa diecimila su circa settantamila abitanti. Le proiezioni al 2050 dicono inoltre che i “cremonesi” saranno soltanto 50 mila e quindi per conservare o aumentare il numero dei residenti sarà necessario un numero corrispondente di immigrati. Un altra sfida importante e complessa sarà dunque quella della integrazione, con idonee politiche dirette a cogliere i benefici della presenza straniera, con particolare attenzione all’inclusione dei figli di immigrati.
Ma torniamo alla parte introduttiva, in cui si spiegano i diversi cicli della popolazione mondiale. La grande crescita dei secoli XIX e XX, dovuta alle alte nascite unite alla diminuzione delle morti, che ha alimentato la paura della sovrappopolazione, sembra ormai conclusa. Siamo avviati verso una stabilizzazione, che dovrebbe concludersi alla metà del secolo attorno al livello di 10 miliardi di abitanti. Sia pure con grandi differenze tra le diverse aree del globo, la “bomba demografica” sembra disinnescata.

(*) Alessandro Rosina, Maria Letizia Tanturri, GoodBye Malthus, Il futuro della popolazione dalla crescita della quantità alla qualità della crescita, Rubbettino, giugno 2011 (*).

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