Cives Cremona

23 settembre 2011

Attenti al monitor

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 10:58

Da una ricerca effettuata nel 2009, per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani, su un campione di 1500 cittadini, è risultato che l’evasione del canone Rai si attesta intorno al 38%, con punte che arrivano fino all’87% in alcune regioni quali Campania, Calabria e Sicilia.
Secondo il Codacons, la percentuale di evasione sarebbe ancora più altra negli esercizi pubblici (alberghi, bar, negozi, ecc.) ed è forse per questo che gli ispettori della Rai stanno prendendo di mira ogni indizio che possa far dubitare di un caso di evasione. Succede così che a uno studio professionale cremonese venga intimato di pagare il canone, per il semplice fatto di avere utilizzato come monitor della telecamera di sorveglianza un televisore.
Non importa che si tratti di un vecchio apparecchio bianconero, che non sia collegato ad alcuna antenna e che non esista decoder per la ricezione del segnale digitale, che si tratti in pratica di un ferrovecchio installato unicamente per risparmiare i soldi del monitor. Queste giustificazioni addotte dal professionista non sono state accolte dalla Rai, in quanto, trattandosi di una “tassa di possesso” relativa ai televisori, l’obbligo di pagare incombe indipendentemente dall’uso.
Anche in questo caso, sembra chiaro che ci troviamo di fronte ad una delle tante sopravvivenze di un sistema fiscale antiquato, com’erano le vecchie imposte sui biliardi e sulle macchine da caffè. E com’è anche la tassa di possesso dell’auto (il cosiddetto “bollo”), evasa (secondo la Regione Lazio) da un automobilista su sei. Le vecchie imposte comunali di consumo sono state travolte dagli iperbolici costi di esazione, la stessa cosa potrebbe accadere per il canone Rai, se l’azienda si intestardisse a rincorrere i milioni di italiani che non lo pagano.
Attenti al monitor dunque. Ma il fatto denunciato, oltre che metterci in guardia sull’uso “improprio” dei vecchi televisori, può anche farci riflettere sulle ipotesi “tremontiane” di tassazione delle cose: dalla tassa sulle finestre a quella sui televisori non abbiamo fatto grandi progressi.

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