Cives Cremona

26 settembre 2011

Se il referendum è strumento della politica

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 07:00

Il Comitato Libera Scelta, che sta raccogliendo le firme per sottoporre a referendum l’abrogazione della legge elettorale vigente (detta Porcellum) e per riportare in vita la legge elettorale precedente (detta Mattarellum), ha fatto sapere di avere raggiunto le 500 mila firme necessarie e che, nell’ultima settimana di raccolta, conta di arrivare a 700 mila.
Il comitato cremonese ha comunicato nella conferenza stampa di venerdì di aver raggiunto 4800 firme, polverizzando l’obiettivo iniziale di 2.500, nonostante la carenza d’informazione. “Il popolo – ha commentato Deo Fogliazza (Cantiere dell’Ulivo) si è così dimostrato più avanti dei propri dirigenti: una prova che quando il cittadino viene informato si mobilita”.
Si tratta quindi di capire quali informazioni hanno saputo mobilitare i cittadini e anche quali “pulsioni politiche” hanno mosso i promotori. Le “pulsioni” sono molto chiare. Come dicono Sergio Grazioli (Idv) e Sonia Storti (Sel), l’obiettivo dei referendari è risvegliare i cittadini per dar vita a una svolta politica di governo. Meno chiare sono le informazioni fornite ai cittadini dai referendari.
Si dice che l’obiettivo dichiarato è quello di abrogare il Porcellum e di riportare in vita il Mattarellum, dando per per scontato che questa “reviviscenza” sia ammessa dalla Corte costituzionale, ma non si dice che le opinioni prevalenti dei costituzionalisti non reputano possibile tale effetto. Soprattutto non si dice che l’eventuale “reviviscenza” del Mattarellum non assicurerebbe agli elettori quella libera scelta, che è l’emblema stesso del comitato. Il Mattarellum infatti (come ammette il professor Passigli) ha, in misura solo lievemente minore, gli stessi difetti del Porcellum, sia rispetto alla “nomina” dei parlamentari, sia rispetto al potere di interdizione dei piccoli partiti, sia rispetto al premio di maggioranza, non previsto esplicitamente ma di fatto assicurato dal meccanismo maggioritario dei collegi uninominali.
Il referendari lamentano l’informazione scarsa, ma si avvalgono di una informazione tendenziosa. Più che mirare all’abrogazione di una legge, come vorrebbe l’articolo 75 della Costituzione, perseguono una mobilitazione politica. Intendono sollecitare il Parlamento (il referendum come “una pistola sul tavolo”) e aggregare forze per favorire un’alternativa politica. Non è un caso se i referendum ispirati dal professor Parisi, sostenuti anche da partiti o da loro frazioni, hanno contribuito al ritiro della proposta del professor Passigli, sostenuta esclusivamente da esponenti di rilievo della società civile.
Ma se il referendum abrogativo diventa strumento di lotta politica smarrisce la sua natura e i cittadini si trasformano da protagonisti della partecipazione in massa di manovra per i politici.

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