Cives Cremona

5 ottobre 2011

La politica della viabilità e le pietre di Luserna

Filed under: Comune di Cremona — Cives Cremona @ 07:00

Nel fondo della Provincia del 2 ottobre, il direttore Vittoriano Zanolli ricorda l’infinito e incompiuto dibattito sul tema della viabilità, lamentando come, dopo tanti anni, non ci sia traccia di parcheggi corona e di mezzi pubblici meno invasivi. Afferma che le resistenze dei commercianti contro le isole pedonali sono una battaglia di retroguardia, ma anche che è assurda la pretesa delle amministrazioni di pedonalizzare il centro senza idonei interventi di sostegno (arredo, parcheggi, minibus). E porta a modello la città di Bolzano. Sostiene poi che la pavimentazione “pregiata” dei corsi poteva essere l’occasione (o il pretesto) per un serio progetto di pedonalizzazione, che bloccasse le auto (come vorrebbe l’assessore Bordi) alle porte della città.
Correndo il rischio di allungare il già infinito dibattito, avanzo alcune osservazioni.
1 – La pavimentazione dei corsi in “materiale pregiato” non può essere un pretesto. Doveva attuarsi dopo il piano della viabilità, concepito in funzione di una città che presume di proporsi come polo commerciale, turistico e amministrativo, pertanto non precluso pregiudizialmente alle automobili. Farla prima o è stato un errore o è stata una “furbata”, per giustificare poi provvedimenti restrittivi. Poiché non è vero, come troppo spesso si sostiene, che “tutto il mondo va a piedi”. Per le argomentazioni in merito rinvio ai post Quelli che “tutto il mondo va a piedi” e La viabilità in funzione della città. Mi limito qui a fare qualche esempio: Brescia, Parma, Arezzo, Vicenza, Trento, sono tutte città che dispongono di parcheggi centralissimi o vicinissimi al centro, pubblicizzati su internet per manifestare l’attrattività di quei centri storici per il turista e per l’uomo d’affari. Un esempio estero: Losanna è dotata di 20 parcheggi coperti, ognuno dei quali comprende da un minimo di 200 a un massimo di 1000 posti. Il sito di Losanna riassume gli obiettivi della politica della sosta in questo modo: ridurre i danni all’ambiente; favorire i residenti; privilegiare le soste corte per favorire le attività economiche; disimpegnare spazi pubblici in centro sostituendo progressivamente gli spazi di sosta in superficie con spazi coperti; incoraggiare i pendolari a recarsi in centro con i mezzi pubblici, prevedendo idonei parcheggi fuori città.
2 – La “chiusura alle porte” è eccessiva. Il centro di Bolzano, che viene citato come modello, ha un diametro di 500 metri. E’ servito da numerosi parcheggi, tra cui quello centralissimo di piazza Walther. Il centro di Cremona ha un diametro che va da 2800 metri a 1600, il più grande della Lombardia dopo Milano, ed è servito da pochi parcheggi. Quello di piazza Marconi è facilmente accessibile solo a ore e giorni alterni, dato che si persiste nella chiusura serale della “cortina elettronica” e si è sacrificato al mercato il percorso via Manzoni-via Monteverdi il mercoledì e il sabato (un rebus per i forestieri).
Gli esempi suggeriscono la necessità di una politica della viabilità complessa, a tutto tondo, fatta di misure e strutture diversificate, che mira a mantenere vitale la città senza soffocarla. Una politica che non può far perno sulle pietre di Luserna, casualmente o furbescamente posate sui corsi.

1 commento »

  1. Caro Pelli, come sempre, le tue pacate ma circostanziate argomentazioni colgono nel segno. La bella pavimentazione dei corsi è un’ennesima occasione perduta per “pensare” prima di “fare”. La “giunta del fare” è un bello slogan, per conto mio condivisibilissimo, ma nel caso specifico il fare dribbla d’incanto la sua indispensabile premessa: appunto il “pensare”, senza la quale anche le buone iniziative si risolvono in un fallimento. Inutile aggiungere riflessioni a quanto da te ben evidenziato sui nuovi corsi e su piazza Marconi; aggungerei la questione strada sud, dove, ancora, prima di vuol “fare” e poi “pensare”: prima si approva il progetto, poi si assicura “ci studieremo”, prima si costruisce la strada (con le conseguenze ben note) e poi si valuta la viabilità. Come definire un’amministrazione che fa le cose al contrario?
    Questo è comunque un vizio inveterato, dal momento che basta spaziare in ambiti diversi da quello di traffico, viabilità e parcheggi per accorgersi che tutte le iniziative importanti sono portate avanti esattamente al contrario. Esempio lampante è l Museo del Violino, bellissima impresa (era nel programma sia di PD che di PdL), ma che è stata avviata saltando, ahimé, a pié pari la fase dell’elaborazione del progetto! In tre giorni di fine agosto, dopo neanche due mesi dall’insediamento dell’amminstrazione, il museo è stato deciso, approvato e sottoscritto. Nessuno si è posto il problema di conoscere il contesto strutturale (musei, teatro, istituzioni musicali) su cui questo nuovo “gioiello” si sarebbe dovuto incastonare. Con il risultato che invece di una grande opportunità, questa istituzione in sé importantissima si risolverà nel totale annullamento dell’esistente. Il trasferimento del museo di Storia Naturale non è che il primo atto di una serie di smantellamenti che interesseranno tutto il tessuto culturale cremonese.
    Vogliamo citare altri esempi di iniziative partite dalla fine? Si chiamano Festival di Mezza Estate, Natale (questa è di ieri!), Cremona Città dello Sport…
    Che dire, caro Pelli? Che fin che ci saranno in giro Grilli Parlanti come te c’è ancora qualche speranza? Fossi in te starei attento al martello: potrebbe venir lanciato prima che si “pensi” alle conseguenze.

    Commento di Laura Carlino — 6 ottobre 2011 @ 06:44


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