Cives Cremona

17 novembre 2011

Coccodrilli alla Popolare

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 15:25

Asciutte note di cronaca accompagnano la mesta conclusione della vicenda Banca Popolare. L’ultima, sulla Provincia di oggi, informa che, in vista dell’assemblea del Banco di Verona del 26 prossimo, la lista del nuovo consiglio di amministrazione è ormai quasi definitiva, ma che negli oltre venti consiglieri non ci sarà nessun rappresentante di Cremona e di Crema. A nulla sono dunque valse le pressioni esercitate lo scorso aprile dalla Camera di commercio di Cremona dirette alla creazione di una banca provinciale, da realizzarsi con la fusione della Cremona con la Crema. Come a nulla avevano portato le lamentazioni delle categorie economiche nell’aprile dello scorso anno, allorché il Banco aveva deciso la riduzione del numero dei consiglieri da 19 a 11, decisione che – a sentir loro – avrebbe “alterato gli equilibri tra le categorie” e “indebolito il territorio”. In quelle occasioni, allarmi e lamenti sapevano di lacrime di coccodrillo, in quanto la cessione della storica banca cooperativa era stata decisa dalle categorie da sempre dominanti sulla stessa, attratte dalla grande banca che Fiorani aveva architettato e dal cospicuo guadagno ottenuto dalla cessione delle azioni. Oggi, mestamente, i coccodrilli non piangono nemmeno più.

Post scriptum – Cives ha seguito con passione dal febbraio 2009 le vicende dalla Popolare. Il lettore può ripercorrere le nostre riflessioni, andando ai nostri post: La Popolare alla ricerca del tempo perduto Banca Popolare: gli interessi dei consiglieri e quelli del territorio La giravolta della Popolare Il territorio e le poltrone Un’associazione “Prima Banca” per la Popolare?

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1 commento »

  1. Non posso che concordare con il titolo ed il contenuto dell’articolo. Mi ricordo perfettamente quando, nell’era Fiorani (che stava già rubando ai propri correntisti ), il giornale locale definiva “grandi menti finanziarie” i soci cremonesi che dissero di no alla proposta “federale” della Banca Popolare dell’Emilia , per ricavare il più possibile dalla vendita delle proprie azioni alla Lodi.. la cosa “buffa” fu la creazione della Fondazione , scimiottando altre banche , vedi Cariplo, pensando così di mantenere il controllo sulla banca stessa..Zucchi fu il presidente con una dotazione monetaria per il territorio… che fine ha fatto ? Per le solite logiche lobbistiche che ingessano tuttora Cremona tutto fu fatto con grandi proclami ma praticamente solo per compiacere i soliti noti. Ora ci accorgiamo che non abbiamo più niente…nè Cremona , nè Crema… bel risultato , ma d’altra parte , come si dice , non si può cavar sangue dalle rape..

    Commento di Maurizio — 20 novembre 2011 @ 09:30


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