Cives Cremona

22 novembre 2011

Unità nazionale e “sospensione di democrazia”

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 17:08

Secondo i sondaggi di opinione, la stragrande maggioranza degli elettori sarebbe favorevole al nuovo Governo e avrebbe grande fiducia nel suo Presidente. E’ probabile che alla base di questi orientamenti ci sia la stanchezza per una dialettica politica aggressiva durata troppo a lungo. Certo è che la stragrande maggioranza dei cittadini sembra non condividere il giudizio sulla “sospensione di democrazia”, espresso in pari misura dalle ali estreme dello schieramento politico e dai giornali che le supportano. Il giudizio dei cittadini, anche se espresso indirettamente nei sondaggi, sembra basarsi su due convincimenti: 1 – la legalità del procedimento di formazione del governo; 2 – la gravità della situazione finanziaria ed economica che ne è il presupposto. Sul primo punto, sono stati rispettati i passaggi previsti dalla Costituzione: dimissioni del Governo; consultazioni del Presidente della Repubblica; incarico al professor Monti; fiducia delle Camere con larghissima maggioranza. Così si formano i governi nella nostra repubblica parlamentare, e non è vero, come sostengono anche autorevoli commentatori, che il presidente Berlusconi era stato eletto dal popolo e quindi occorreva tornare al giudizio del popolo mediante elezioni anticipate. L’indicazione di un nome nel simbolo elettorale è stata solo un espediente, non sufficiente a modificare la nostra Costituzione. Per quanto si sia parlato da anni di “seconda repubblica”, non siamo mai usciti dalla prima.
Sul secondo punto, famiglie e imprese, pesantemente colpite da una crisi che sovrasta l’Italia (una crisi troppo a lungo negata dai governanti) sentono istintivamente il bisogno di unire le forze (politiche e sociali) per far fronte a un pericolo incombente.
Se dunque, partiti che erano opposti votano insieme per uscire da una situazione di emergenza, non si tratta di “sospensione della democrazia”, ma di assunzione di responsabilità nazionale, per superare fasi storiche difficili. Esempi di governi di unità nazionale sono quello di Ciampi nel 1993, e quello di Andreotti nel 1978. Più indietro nel tempo, ricordiamo i governi di “coalizione nazionale”, dopo la caduta del fascismo, tra il 1944 e il 1947. Esempi di “grande coalizione” si trovano peraltro, in via eccezionale, anche negli altri paesi europei.
L’importante è che, superata l’emergenza, la dialettica politica riprenda il suo corso. Ma se i partiti non sono in grado di garantire istituzioni condivise e stabili, la crisi diventa cronica e succede davvero che la democrazia venga sospesa, come in Germania nel 1933 e in Italia nel 1922.

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