Cives Cremona

5 dicembre 2011

La scorciatoia della legge elettorale

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 07:00

Leggiamo dalla Provincia del 4 dicembre che, durante la tavola rotonda organizzata da Futuro e Libertà, si è parlato anche di riforma della legge elettorale e si è convenuto che “la legge elettorale va cambiata perché quella attuale ha contribuito ad allontanare gli elettori dagli eletti”.
Come è noto, la legge elettorale vigente (detta porcellum, disinvolta definizione di Calderoli) è basata su liste bloccate, per cui l’ordine di presentazione predetermina l’ordine di elezione, in rapporto ai voti riportati dalla lista (esempio: se a una lista spettano tre eletti, questi sono i primi tre della lista). Non essendo previste le preferenze, l’elezione dipende esclusivamente dal posto in lista deciso dai capipartito. Ecco perché si parla di “Parlamento dei nominati” e di “allontanamento degli elettori dagli eletti”.
Un’osservazione più attenta e spassionata non dovrebbe far dimenticare che il sistema delle preferenze multiple era stato bocciato dal referendum popolare del 1991 che aveva introdotto la preferenza unica; e che il sistema proporzionale era stato bocciato da un referendum del 1993, a seguito del quale era stata approvata una nuova legge elettorale (detta mattarellum, dal nome del suo ispiratore, Mattarella) di tipo maggioritario uninominale con una correzione proporzionale del 25%.
Allargando l’osservazione alle esperienze dei maggiori paesi europei, si potrebbe notare che in Francia e in Gran Bretagna si applicano sistemi maggioritari uninominali. E che in Germania la metà degli eletti al Bundestag è scelta con il sistema maggioritario uninominale, l’altra metà con sistema proporzionale tra liste bloccate, con uno sbarramento del 5%. Come si vede, la scelta delle candidature, sia di collegio che di lista, è affidata alla responsabilità dei partiti.
Siamo dunque certi che il distacco degli elettori dalla politica dipenda dalle legge elettorale e che il rinnovamento della politica dipenda in primo luogo da questa legge?
Sempre allargando l’osservazione, si deve notare come le istituzioni di quei paesi siano fatte in modo da garantire rappresentanza e governabilità e godano di un’ampia autonomia rispetto ai partiti. Si deve quindi ricordare che la rappresentanza politica deve mirare alla sintesi e non incentivare la frammentazione, come è avvenuto invece con la legge vigente in Italia, dove la soglia troppo bassa (2%) e il rimborso elettorale garantito anche a chi raccoglie l’1% dei voti ha favorito la nascita di tanti piccoli capitribù (una quindicina quelli consultati da Monti).
Se oggi la sfiducia dei partiti ha raggiunto il 90% (ultimi dati Demos), per risalire la china occorre che i responsabili politici ricerchino le ragioni profonde del declino. La legge elettorale è una scorciatoia che può far comodo alla casta, ma non ci darà mai una nuova Repubblica.

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