Cives Cremona

7 dicembre 2011

Sognando Ferrara

Filed under: Territorio — Cives Cremona @ 07:00

Nel corso dell’incontro con l’assessore Zanibelli, al Centro culturale Visioni Contemporanee, Massimo Terzi ha proposto Ferrara come modello di centro storico ben regolato, con ampie aree pedonali, ciclabili e a traffico limitato, motivando la proposta con l’affinità culturale e ambientale con Cremona.
Da qualche anno assente da Ferrara, ho curiosato sul sito del comune, dove ho scoperto un capitoletto intitolato Pedoni, Ferrara isola felice. Vi si riportano i dati di un’indagine di Legambiente e Aci, che colloca la città estense all’8° posto in Italia per Ztl ogni cento abitanti (mq 934) e al 36° posto per aree pedonali (mq 28). Scorrendo la classifica, ho però scoperto che Cremona non sta affatto male: sta addirittura al 4° posto per aree pedonali (mq 126), preceduta solo da Venezia, Verbania e Terni; e sta al 12° posto per aree pedonali (mq 763) seguendo solo di qualche lunghezza la mitica e “biciclettosa” Ferrara.
Mi sono fatto così l’idea che il confronto con Ferrara sia forse dovuto ad una migliore disciplina della circolazione, ad un giusto equilibrio tra tra aree pedonali, aree aperte al traffico e aree a traffico limitato. In effetti, osservando la mappa presente sul sito, si nota che le aree “protette” sono limitate al centro medievale e alla Certosa e sono servite da vie di penetrazione a circolazione libera che consentono di raggiungere (oltre alle residenze) i diversi parcheggi pubblici collocati in centro, di cui è possibile conoscere la disponibilità in tempo reale.
Ferrara non si è dunque chiusa “alle porte” (come qualcuno sogna di fare a Cremona), ma ha preservato l’accessibilità propria di una città turistica e di servizi, mediante vie che intersecano il centro e mediante idonei parcheggi (uno di 837 posti sta sotto Porta Reno).
Con una circolazione ordinata, pedoni, biciclette e automobili possono pacificamente convivere.

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1 commento »

  1. Leggo in ritardo e vorrei precisare. Quella sera citai il modello Ferrara, oltre che per le molte analogie che la possono accumunare a Cremona, per il fatto che quando entrò in crisi il loro polo petrolchimico trovarono la capacità di riconvertire la loro capacità attrattiva puntando, per la verità con molta raffinatezza, sulla cultura e sulla valorizzazione complessiva della città.Come a suo tempo predicai invano, consapevole,che piaccia o non, che nella società dei consumi massificati la forma è sostanza e la visibilità è” l’anima del commercio”intendevo insistere sul concetto che l’A.M.doveva maggiormente investire sulla valorizzazione e riqualificazione complessiva dell’ambiente e, valorizzandone la cultura storica, il contenitore -città. Quest’ultima operazione,in effetti, è la prima e più efficace forma di pubblicità e perciò deve essere valorizzata come veicolo di promozione evocatore di aspettative e sensazioni. Se si ritrovasse “una attenta e sensibile dimensione estetica” della città (per dimensioni,forma,materiali,colori,grafica,in poche parole per l’architettura),questo sarebbe sicuramente un” effetto speciale” che,permettemi la semplificazione, al servizio di una ben precisa idea di città, avrebbe il potere,come ben sanno i commercianti,di suscitare ed attrarre investimenti e…di rendere più gradevole la vita dei cittadini. Grazie

    Commento di Massimo Terzi — 15 dicembre 2011 @ 23:07


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