Cives Cremona

14 dicembre 2011

Regole incerte nomine oscure

Filed under: Comune di Cremona — Cives Cremona @ 07:00

Nell’ordinamento italiano, “la molteplicità delle norme applicabili a uno stesso caso rende possibile ogni tipo di negoziazione, legittima e illegittima, tra cittadino e Stato”. Questo brano di un libro di Sabino Cassese (*) può certamente adattarsi al regolamento del comune di Cremona riguardante gli “indirizzi generali per le nomine di competenza del sindaco dei rappresentanti del comune presso aziende, istituzioni, fondazioni ed enti (comprese le società)”.
Questo regolamento stabilisce che “non possono essere nominati coloro che abbiano già avuto nomine nel medesimo organismo per due mandati amministrativi consecutivi o, comunque, per un tempo superiore al doppio della prevista durata della carica nell’ente, azienda, fondazione o istituzione cui si riferisce la nomina”.
In occasione della nomina del presidente di Aem, Franco Albertoni, l’applicazione del regolamento è stata contestata da un altro candidato alla nomina, Alessandro Carpani, mediante un ricorso al Tribunale amministrativo, da questi respinto.
Le motivazioni della sentenza del Tar sono state riportate da Antonino Rizzo in un apprezzabile commento su Cronaca del 9 dicembre. In primo luogo, il Tar sostiene che gli indirizzi si applicherebbero solo agli enti e non alla Aem, in quanto società. In secondo luogo, il Tar sostiene che la congiunzione “o” (o, comunque) avrebbe valore alternativo, potendosi così applicare, alternativamente, sia la prima proposizione, sia la seconda. Secondo il Tar i “due mandati” della prima proposizione sarebbero riferibili (chissà perché) al sindaco, mentre il “tempo superiore al doppio” della seconda proposizione sarebbe riferibile all’ente di destinazione della nomina.
C’è debolezza “economica” in questa argomentazione. A parte che nel titolo (epigrafe) del regolamento si comprendono le società, le “aziende” di cui si parla nel testo sono un termine generico in cui rientrano anche le società e quindi l’Aem. E c’è anche debolezza “logica”. Le due “proposizioni” si sostengono insieme nel “discorso” (il comma 4 dell’articolo 2), precisando la seconda che la permanenza nella carica (per qualunque ragione) per un tempo superiore al doppio della durata prevista equivale all’esercizio di due mandati amministrativi.
Ecco come la contraddittorietà delle norme si presti a ogni tipo di cavillosa interpretazione, per cui, come avrebbe detto Giolitti (citato da Cassese), le leggi si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici. E come sarebbe auspicabile – come suggerisce Rizzo – “far scrivere le norme da chi abbia conoscenza del diritto e della lingua italiana”.

(*) Sabino Cassese, L’Italia: una società senza stato?, Il Mulino, ottobre 2011

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1 commento »

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