Cives Cremona

30 gennaio 2012

Secondo l’Eurispes partiti mai così in basso

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 07:00

Mai così in basso nella fiducia degli italiani. Si tratta di partiti e politici, secondo il 24° Rapporto Italia presentato dall’Eurispes il 26 gennaio.
I dati che riferiamo sono tratti dal sondaggio riguardante La fiducia dei cittadini nelle istituzioni, da cui risulta che la quota di cittadini che dichiarano di avere meno fiducia nelle istituzioni è passata dal 38% del 2004 al 71,6% del 2012. Tra le diverse istituzioni ci sono differenze notevoli: nello stesso arco di tempo, la fiducia verso il Parlamento passa dal 36,5% al 9,5%; quella verso il Governo dal 33,6% al 22,1%; anche la fiducia verso la Magistratura declina, passando dal 52,4% al 37%; resiste abbastanza bene la fiducia verso il Presidente della Repubblica, che pure risente del clima generale passando dall’80% al 62,1%. Resta alta la fiducia nelle forze dell’ordine, in particolare verso i Carabinieri che nel 2012 arrivano al 75%.
La sfiducia nei confronti del Parlamento è di per sé un indicatore del sentimento dei cittadini verso la politica, che viene confermato allorché vengono chieste opinioni in merito ai partiti e alla classe politica. La sfiducia nei partiti ha sicuramente origini lontane, ma è aumentata decisamente negli ultimi anni, passando dall’87,2% del 2004 al 97,2% del 2012. La sfiducia viene confermata quando viene chiesto a chi devono essere attribuite le attuali difficoltà del Paese e gli intervistati rispondono nel 53% dei casi: “all’incapacità della classe politica”.
Nonostante i giudizi negativi nei confronti della politica, il 72,1% degli intervistati dichiara l’intenzione di votare alle prossime elezioni, lasciando così la porta aperta verso un miglioramento dei rapporti elettori/politici (solo il 9,1% dichiara apertamente che non andrà a votare). Il sentimento di base resta comunque problematico, anche perché la voglia di partecipazione può trovare altre strade, in movimenti universali, raggruppamenti occasionali o reti virtuali, che possono surrogare l’impegno costante e ad ampio raggio che sarebbe proprio dei partiti politici, ma che in questi si è affievolito fino a dissolversi nelle incombenze quotidiane del potere.
I dati Eurispes sono amari per chi si è dedicato e ancora si dedica alla buona politica, ma sono anche un campanello di allarme per i politici più attenti ai propri vantaggi che a quelli della collettività.

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