Cives Cremona

17 aprile 2012

Tre anni da “cives”

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 09:37

Il nostro blog è cominciato tre anni fa, con il primo editoriale (Il sogno di Patrizia) in cui indicavamo gli obiettivi di Cives: contribuire a colmare la distanza tra cittadini e amministrazione, con l’ambizione (forse presunzione) di formulare proposte di politica amministrativa partendo dai problemi singoli e concreti, dai fatti che la cronaca evidenzia ogni giorno, non per sostituirsi ai partiti o alle istituzioni ma per essere voce critica e stimolo nei loro confronti.

In questi tre anni ci siamo sforzati di rimanere fedeli al nostro impegno, cercando di individuare linee di azione sugli aspetti più problematici della nostra vita associata: dall’urbanistica ai servizi pubblici locali, dalla programmazione commerciale alla politica edilizia, dall’attività delle fondazioni a quella delle banche locali, dalla riforma delle istituzioni a quella della politica.

Sono stati tre anni cruciali per la nostra democrazia. La crisi finanziaria iniziata a fine 2008 e non ancora superata ha evidenziato una grave crisi economica, la difficoltà a fronteggiarla da parte delle istituzioni (non solo nazionali) e l’inadeguatezza dei partiti rispetto alle necessarie riforme sociali e istituzionali.

In questo quadro, aggravato da fenomeni diffusi di corruzione, è aumentato il disorientamento dei cittadini e si sono fatti strada i movimenti di protesta. Smarriti i riferimenti ideali o anche solo ideologici, c’è il pericolo che la terza fase della repubblica venga dominata da capitribù carismatici pronti a cavalcare il malcontento, o dalle vecchie oligarchie politiche che hanno perso ogni riferimento con le realtà sociali.

Continuando a ragionare da “cives”, come abbiamo cercato di fare in questi tre anni, rifuggendo sia dalla rassegnazione sia dalla facile indignazione, pensiamo che anche i cittadini possano contribuire ad evitare questo pericolo. Quelli che non hanno perso la fiducia nella buona politica possono attivarsi in due modi: stimolando i partiti che diano segno di voler riformare se stessi e le istituzioni; ampliando la partecipazione diretta o indiretta alla vita politica.

Le difficoltà della finanza si sono trasmesse all’economia e alla politica. Richiedono quindi un supplemento di impegno civile, un allargamento degli orizzonti di questo impegno ai problemi economici e politici che sovrastano e condizionano le realtà locali.

Cives ha sempre rifiutato gli interventi spot di cui è ricca la propaganda, come i pigolii (twitter) dei siti virtuali. E’ difficile risolvere i problemi se non si va in profondità alle loro radici. Anche adesso, proponendoci di ampliare la tematica del sito e di maggiormente approfondire i singoli temi, sappiamo di voler imboccare una strada in salita, probabilmente inappropriata alle nostre forze.

Stiamo comunque valutando il progetto e se riusciremo a metterlo a punto ne informeremo i nostri destinatari con la nostra periodica newsletter.

g.p.

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5 aprile 2012

Buona Pasqua ai lettori

Filed under: Cives — Cives Cremona @ 05:35

Nel periodo pasquale la redazione di Cives sospende l’attività. Cives riprenderà le pubblicazion dopo Pasqua con una nuova impostazione.

2 aprile 2012

“Né efficiente né efficace: è la giustizia”

Filed under: Recensioni — Cives Cremona @ 07:00

La rivista dell’Arel (Agenzia di ricerche e legislazione) dedica il primo numero del 2012 al “Tempo” e al rilievo che esso assume in tutti gli aspetti della vita sociale. Tra i numerosi saggi segnaliamo all’attenzione dei lettori quello di Piercamillo Davigo (oggi giudice di Cassazione), intitolato: “Né efficiente né efficace: è la giustizia”.
In premessa, Davigo ricorda l’importanza del tempo nella perdita e nell’acquisizione di diritti, nonché nell’attività processuale, che dovrebbe essere “breve ma non troppo”, mentre la situazione italiana è caratterizzata da “una esasperante lentezza dei procedimenti”, in contrasto con la “durata ragionevole” prevista dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e fissata dalla Corte di Strasburgo in due anni e sei mesi. Per evitare gli “effetti devastanti” che i ritardi hanno sui procedimenti giudiziari è quindi necessario diminuire drasticamente il numero dei procedimenti, sia civili che penali “. Come? E qui Davigo smonta alcuni diffusi luoghi comuni. Primo: non è vero che le risorse disponibili siano modeste, anzi l’Italia si colloca nella fascia alta degli stati europei. Secondo: non è vero che i giudici sono pochi, anzi abbiamo più giudici della Francia. Le vere anomalie sono la mole del contenzioso e il numero degli avvocati. Quanto al contenzioso, ogni anno le nuove cause civili di primo grado per ogni giudice sono 438, contro le 224 della Francia e le 54 della Germania (il rapporto è simile per le cause penali). Quanto agli avvocati, il loro numero supera i 200 mila, pari a 32 per ogni giudice; in Giappone con popolazione doppia ce ne sono 20 mila.
Davigo ricorda infine lo sperpero di risorse dovuto ai reiterati procedimenti a carico di imputati irreperibili. Nonché il vigente sistema di prescrizione, per cui questa decorre anche in caso di ricorso dopo la condanna in primo grado: “ragione sufficiente per indurre all’appello” (normativa inesistente nei paesi occidentali, ad accezione della Grecia).
Riflessioni pratiche quelle di Davigo che possono aiutare le migliaia di cittadini che ogni anno si trovano coinvolti nelle “esasperanti” procedure della nostra giustizia.

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