Cives Cremona

11 dicembre 2009

Mense alle stelle nelle scuole?

Filed under: Comuni — Cives Cremona @ 07:00

E’ ragionevole quantificare il costo di un pasto veloce – tanto in un Mc Donald’s quanto in un qualsiasi altro fast food – tra i 4 ed i 7 euro. Eppure, ogni giorno tali locali sono pieni. La gente consuma, paga e non trova nulla da ridire. Molti clienti sono studenti, lì con la benedizione ed i soldi dei genitori.
Fa specie però rilevare sulla stampa i titoli enfatici che si scrivono ogni qual volta una scuola ritocchi, anche solo di pochi centesimi, le tariffe della mensa. La Provincia del 2 dicembre cita il caso di Vescovato, dove da gennaio le tariffe passeranno, per le fasce basse di reddito, da 0,33 centesimi a 1,50 euro (diventeranno “ben” 2 nel prossimo settembre). Alle materne il prezzo pieno (quello privo di  agevolazioni) passerà da 3 euro a 3,50, alle elementari da 3,35 a 3,85, alle medie da 3,50 a 4. Da notarsi come tali cifre non si riferiscano ad hamburger e coca cola, bensì ad un pranzo completo, equilibrato, nutrizionalmente corretto. Eppure, il giornale propone un titolo a toni forti: Tariffe alle stelle.
Abbiamo verificato, per curiosità ed a titolo esemplificativo, i prezzi applicati da altre scuole del territorio (almeno le municipali, dato che mandar i figli alle “private” è una libera scelta delle famiglie).Il pasto si aggira – centesimo più, centesimo meno – attorno ai 3,50 euro alle mense scolastiche di Spino d’Adda, Casale Cremasco Vidolasco, Madignano; ad Agnadello è di 2,6 euro per le materne e di 4 per elementari e medie; a Cremona di 4,1 euro per le scuole dell’infanzia, mentre alle materne ed alle elementari oscilla tra i 2,1 ed i 3,9 euro. Senza tener conto di tutte le agevolazioni del caso.
A noi tali richieste sembrano assolutamente ragionevoli. Mangiare ha un prezzo. Per tutti. Anche a casa propria. Allora, gridare allo scandalo per aumenti contenuti nell’ordine dei centesimi ci pare appartenere ad una visione assistenzialistica, che pretende sempre dall’ente pubblico la prestazione dei servizi a domanda individuale sotto costo (oltre che confermare la diffusa abitudine dei titoli ad effetto).

Annunci

14 settembre 2009

Tagliare si può

Filed under: Comuni — Cives Cremona @ 11:52

L’esempio viene da Sabbioneta, dove il sindaco Marco Aroldi ha ridotto il numero dei dirigenti da quattro a tre e ha portato l’indennità di funzione al livello minimo previsto dal contratto. Il sindaco ha detto che “si tratta di una scelta dolorosa ma indispensabile per il contenimento della spesa”. Ha precisato anche che le aree dirigenziali del comune sono rimaste inalterate, ma le funzioni sono state ridistribuite, senza aumenti di stipendio, tra i tre dirigenti rimasti e il segretario comunale. In questo modo il comune “ha recuperato le risorse indispensabili per altri capitoli di bilancio”.
In sostanza il comune di Sabbioneta ha operato una piccola ristrutturazione organizzativa diretta a contenere i costi della macchina burocratica e a destinare maggiori risorse ai servizi per i cittadini. E’ una decisione dei primi “cento giorni”, di quelle che segnano il carattere di una amministrazione, presa (da quel che si legge) con l’adesione o almeno la comprensione del personale coinvolto. Certamente facilitata dalla piccola dimensione dell’organico, ma ugualmente significativa, poiché in periodo di risorse calanti la ricerca dell’efficienza è ancora più stringente che nei periodi normali.
Licio D’Avossa e Felice Troiano che prima delle elezioni hanno predicato la soluzione del “sindaco a costo zero” possono trovare un motivo di conforto. La riduzione dei costi dell’amministrazione è possibile e può avere nei sindaci i protagonisti della riforma burocratica ed organizzativa della macchina comunale, che ripaghi i cittadini in termini di risparmi e servizi  della onesta indennità riconosciuta ai loro rappresentanti.
I cittadini delle comunità maggiori si aspettano che l’esempio di Sabbioneta venga seguito.

Blog su WordPress.com.