Cives Cremona

28 marzo 2012

I nostri liutai come Stradivari

Filed under: Cultura — Cives Cremona @ 21:20

Jaques Drillon su Le Nouvel Observateur del 1° marzo descrive un esperimento che per un verso piacerà e per l’altro dispiacerà ai nostri liutai.
Nell’occasione di un concorso internazionale a Indianapolis, l’esperta di acustica Claudia Fritz ha sottoposto a ventun violisti la prova di sei violini, tre moderni e tre antichi (due stradivari e un guarneri). A occhi bendati e con la mentoniera profumata i violinisti hanno affrontare due test. Nel primo, ciascun violinista ha suonato per un minuto due strumenti, uno antico e uno moderno, e ha dovuto dire quale preferiva: il risultato è stato un pari e patta, ad eccezione di uno stradivari del 1700 che è stato oggetto di un rifiuto massiccio. Nel secondo test, ogni violinista ha suonato i sei strumenti per venti minuti e tredici violinisti su ventuno hanno preferito un violino moderno.
Commenta Claudia Fritz: “L’esperimento dimostra che i violinisti scelgono un violino non perché antico, ma perché corrisponde a certi parametri di gusto e di espressività…. Vi è la stessa differenza tra due violini antichi quanto tra due moderni, o tra un antico e un moderno..Ma la pressione culturale è tale che essi esigono l’antico”.
I risultati dell’esperimento potranno dunque piacere ai nostri liutai per essere risultati comparabili o addirittura preferiti a Stradivari, ma potranno non piacere per il pregiudizio culturale dei violinisti che li porta a preferire gli strumenti antichi.
Stranamente – annota Claudia Fritz – “sono stati i liutai più dei violinisti a mostrare meraviglia per l’esperimento: hanno perso il loro maestro e padre, Stradivari”.

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6 ottobre 2010

Il dono fondamento della nostra civiltà

Filed under: Associazioni,Cultura — Cives Cremona @ 10:25

Segnaliamo all’ettenzione dei visitatori

Invitato dall’Associazione don Luigi Viadana, Bernardino Casadei sarà a Pizzighettone, il 15 ottobre alle ore 21, presso il Centro culturale di via Garibaldi, dove terrà una conferenza sul tema “Il dono: fondamento della nostra civiltà”. L’incontro è rivolto a quanti sono impegnati nelle associazioni di volontariato e di promozione sociale e ha lo scopo di favorire una riflessione sui fini e sui metodi dei soggetti impegnati nel campo dell’assistenza e della promozione della cultura comunitaria.
Bernardino Casadei è funzionario della Fondazione Cariplo e segretario generale di Assifero. l’Associazione italiana fondazioni ed enti di erogazione. Per conto della Fondazione Cariplo, ha studiato negli Stati Uniti il sistema delle fondazioni comunitarie ed ha contribuito all’affermazione della filantropia comunitaria in Italia, mediante la creazione di fondazioni comunitarie. Ha messo a punto un sistema organizzativo basto sul web che permette alle fondazioni italiane di erogare servizi di alta qualità con un piccolo apparato e a basso costo.
Bernardino Casadei è autore di numerosi saggi sulla filantropia comunitaria e sulla sussidiarietà. In precedenza, è stato segretario generale del Centro studi Augusto Del Noce per gli studi filosofici.

20 luglio 2010

Quel segno in più

Filed under: Cultura — Cives Cremona @ 15:55

Il comitato “Rete donne di Cremona” (v. Cronaca del 4 luglio) ha manifestato la sua contrarietà al funerale dei feti, celebrato con rito cattolico dall’associazione “Difendere la vita con Maria” per conto dell’Ospedale di Cremona. La “Rete” ritiene che una cerimonia confessionale non rispetti la libertà e la riservatezza delle donne, chiede quindi che venga revocato l’accordo tra Ospedale e Associazione e che ci si limiti in futuro ad una sepoltura senza riti, come previsto dalla legge regionale.
A sostegno della “Rete”, il gruppo consiliare del Pd ritiene che funerale e rito religioso non possano essere imposti dalle istituzioni ai genitori che non vogliono accollarsi la sepoltura. Ricorda inoltre che la legge regionale non prevede riti e apposizione di lapidi.
In effetti, la legge regionale approvata nel 2007 all’unanimità, dispone che in caso di aborto i feti non siano trattati come rifiuti ospedalieri e che, come prodotti del concepimento, abbiano diritto alla sepoltura. Da qui l’obbligo per la direzione sanitaria di informare i genitori circa la facoltà di sepoltura a loro carico e – in caso di diniego – di provvedere direttamente.
Per questa evenienza, l’Ospedale di Cremona ha stipulato una convenzione con l’associazione cattolica “Difendere la vita con Maria” che, da maggio, provvede alla sepoltura, accompagnandola con un rito religioso. Il rito che la “Rete donne” e il gruppo consiliare del Pd appunto contestano, chiedendo che ci si limiti alla lettera della legge regionale.
Di diversa opinione l’associazione “Ciao Lapo”che, in una lettera inviata al Ministro della salute – dopo aver ricordato che per i nati morti di almeno ventotto settimane la legge prevede l’obbligo di registrazione e che per i feti abortiti anche prima delle venti settimane la legge consente ai parenti la sepoltura presso il cimitero – sostiene che “il rito, indipendentemente dalla religione associata, segna il passaggio del proprio caro e simboleggia il saluto alla persona amata”. Chiede quindi che venga portata a conoscenza dei genitori o della madre la facoltà di provvedere alla sepoltura e che questa sia resa praticabile in appositi spazi nei cimiteri.
Dopo i documenti della “Rete donne” e del Pd, il 7 luglio il sindaco Perri, assieme al direttore dell’Ospedale Spaggiari e al presidente dell’associazione “Difendere la vita” don Lucini, ha incontrato una delegazione della “Rete”. Nell’incontro, don Lucini ha affermato che la spettacolarizzazione del rito non è stata cercata e voluta e che in futuro ci si limiterà ad una semplice preghiera, aperta ad altre confessioni. Spaggiari ha chiarito di non aver infranto nessuna norma, ma solo di aver accolto la disponibilità dell’associazione “Difendere la vita” di dare degna sepoltura ai “prodotti del concepimento”. Si è poi impegnato a richiedere alle donne che delegano la sepoltura all’ospedale se desiderano avvalersi del rito cattolico.
Sembra dunque che la contestazione si sia placata e che, salvo in caso di esplicito diniego, sarà possibile accompagnare l’inumazione dei feti con una preghiera e un segno di croce, quel segno in più che riserviamo alla bara che passa e che per un istante ci lega al comune destino.

12 luglio 2010

Due libri in memoria di Vincenzo Vernaschi

Filed under: Cultura,Storia — Cives Cremona @ 07:00

Per giustificare la nostra latitanza degli ultimi tempi, diamo conto delle iniziative promosse dal Comitato Vincenzo Vernaschi, in memoria del XX anniversario della morte (20 settembre 2010)

Vincenzo Vernaschi sindaco. L’esperienza del centrosinistra a Cremona (1961-1968). Il Comitato ha voluto onorare la memoria di Vernaschi dedicando un libro all’esperienza della giunta di  centrosinistra e al ruolo che in essa egli ebbe.
Il libro comprende due saggi. Nel primo, Simone Riboldi analizza, sulla base degli atti del consiglio comunale, l’operato della giunta Vernaschi. Nel secondo, Fabrizio Superti percorre, sulla base delle cronache dell’epoca, le vicende politiche che hanno preparato e accompagnato l’esperienza del centrosinsistra cremonese.
Il libro è un contributo alla ricerca storica su una fase della nostra storia politica e ammnistrativa ricca di novità e di suggestioni.

Dal taccuino del senatore è la raccolta degli scritti che Vernaschi pubblicò settimanalmente sulla Provincia, su invito del direttore Mauro Masone, tra il 1987 e il 1988, dopo il ritiro dall’attività parlamentare. Si tratta di riflessioni su temi politici, sociali e culturali, note sui viaggi in Europa e nel mondo, ricordi di persone conosciute a Roma e a Cremona, che tracciano un vero e proprio itinerario di vita e di pensiero dell’autore.
Il libro è stato curato e annotato da Walter Montini.

19 marzo 2010

Evviva la sussidiarietà

Filed under: Cultura — Cives Cremona @ 11:01

A proposito di parità discriminata, l’anonimo Scolaro commenta che il metodo del “buono” dovrebbe essere esteso, oltre che alla scuola, a sanità, rifiuti, energia e (perché no) alla sicurezza.
Precisa Laura Carlino che proprio questo è il metodo scelto dalla Regione con i voucher per le spese sociali, che incoraggia la competizione tra gli offerenti e amplia la libertà di scelta dei cittadini. E’ la filosofia della sussidiarietà.
Evviva la libertà – replica Scolaro – in questo modo ciascuno avrebbe il suo “buono” da spendere per la polizia, le forze armate, le ferrovie, ecc.

Facendo finta di non cogliere la provocazione, quella dipinta da Scolaro sarebbe una bella anarchia. Difesa, sicurezza, giustizia, assistenza sono servizi prestati alla collettività da soggetti pubblici, il loro costo non è ripartibile, sono finanziati con le imposte generali e non ammettono buoni.
Scuola e sanità possono essere prestati da soggetti privati dietro pagamento di tasse a carico dei richiedenti. Lo stesso avviene per tutti i servizi prestati in forma aziendale (poste, ferrovie, telefoni, rifiuti, energia, ecc.). Il costo di questi servizi pubblici è ripartibile e la loro gestione da parte di soggetti privati realizza il principio di “sussidiarietà”.
La sussidiarietà è un fondamentale principio di libertà e di democrazia, riconosciuto anche dal trattato dell’Unione Europea di Maastricht. In parole povere significa: non faccia lo stato ciò che i cittadini possono fare da soli; le istituzioni pubbliche si limitino a creare le condizioni favorevoli alla libera azione delle persone  e delle aggregazioni sociali (famiglia, associazioni), senza sostituirsi ad esse. E’ tra i principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa, ma una sua formulazione risale al filosofo calvinista Althusius (1600): “ciò che può essere fatto direttamente dai cittadini, attraverso associazioni che danno corpo alla loro prospettiva di bene, non deve essere demandato ai pubblici poteri.”
Evviva la sussidiarietà.

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