Cives Cremona

2 dicembre 2015

Un “sindacato di controllo” sul sindacato

Filed under: Sindacato — Cives Cremona @ 15:05

Il post sul “centralismo democratico nel sindacato pensionati (Fnp)”, si conclude con la constatazione che, su oltre tremila iscritti degli otto comuni componenti l’interlega di Cremona, avevano presenziato e votato una quarantina di persone, cioè l’1,3% dei soci.

L’irrisoria partecipazione dovrebbe far sorgere qualche dubbio sulla riduzione di numero delle leghe (ora chiamate RSL) e sullo svilimento delle loro funzioni. Ho manifestato questo dubbio in assemblea, ma il Segretario mi ha risposto che “così vuole il Regolamento”, dimostrandosi indifferente al merito della questione.

La risposta mi ha sorpreso solo in parte, in quanto era abbastanza chiaro fin dalla lettera di convocazione come la partecipazione dei soci non fosse in cima alle preoccupazioni dei dirigenti: infatti, i tremila soci dell’interlega erano stati convocati in una sala capace di una quarantina di posti.

Un comportamento così rinunciatario in partenza si può spiegare con la rassegnazione di fronte al disinteresse, al disincanto, talora all’avversione nei confronti delle organizzazioni sociali (come hanno bene rilevato le ricerche del Censis). La convocazione di assemblee intercomunali, dove si può racimolare un gruppetto di soci (nel caso nostro 40), può dare la sembianza della partecipazione, a differenza di assemblee comunali, dove i partecipanti si ridurrebbero a qualche unità.

Ma in questi termini, mi sembra un comportamento che impoverisce la funzione dei dirigenti, che dovrebbero invece preoccuparsi di motivare i soci assenteisti con una maggiore vicinanza territoriale e con un più intenso coinvolgimento sugli interessi strettamente “sindacali” della categoria, dato che ai servizi di diversa natura provvedono egregiamente organismi collaterali.

Se questa preoccupazione non c’è, vuol dire che prevalgono ragioni di potere, le quali fanno sì che i soci, che dovrebbero essere il corpo e l’anima del sindacato, una volta acquisiti con una iscrizione una tantum e poi appagati con i servizi e con qualche festa, si riducano a massa passiva, sulla quale i dirigenti che tirano i fili dell’organizzazione esercitano una specie di “sindacato di controllo”, simile a quelli delle grandi società per azioni, dove per esercitare il comando può bastare appunto un 1,3% dei voti.

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10 novembre 2015

Centralismo democratico nella Fnp

Filed under: Sindacato — Cives Cremona @ 14:31

Sono sempre stato impegnato in diverse forme e a vari livelli nella Cisl: la mia prima tessera è del 1954; il primo incarico è stato l’Ufficio Giovani Cisl di Cremona nel 1956; l’ultimo la Presidenza del Collegio sindaci della Fai Cisl nazionale, fino a un anno fa.
Per queste ragioni, nonostante sia iscritto al sindacato pensionati (Fnp) da diciotto anni, ho partecipato per la prima volta il 6 di novembre ad un’assemblea dell’Interlega di Cremona, che comprende oltre al capoluogo sette comuni dell’intorno.
Oggetto della riunione era la trasformazione dell’Interlega in Rappresentanza Locale Sindacale (RLS), nonché l’elezione degli organi direttivi della stessa. Questa trasformazione fa parte di un progetto più ampio di riforma organizzativa elaborato dalla Cisl, che avrebbe lo scopo di creare un sindacato più snello e più centrato sui luoghi di lavoro e sul territorio.
Ero quindi interessato a capire in che modo, al di là del cambio del nome, si concretasse il riavvicinamento del sindacato ai luoghi di vita dei pensionati. E in che modo si intendessero responsabilizzare i soci nel governo del rinnovato organismo, considerato che una delle tesi confederali per la riforma dice che “l’organizzazione deve essere una palestra di democrazia”.
Ma alla fine della riunione sono rimasto molto deluso.
Non è cambiato solo il nome di “lega”, che pure aveva un valore storico e simbolico, ma anche la sua funzione: la RLS è diventata un asettico “centro di riferimento e strumento di proselitismo”; non elegge più un “Direttivo” (come avveniva nella Lega) ma un “Coordinamento” che è un semplice “strumento di partecipazione e di condivisione”; non ha più il potere di eleggere il suo “Capolega”, in quanto il “Coordinatore” viene “nominato dal Consiglio generale della Fnp su proposta della Segreteria della Fnp”.
Anche il numero delle vecchie leghe (oggi RLS) è stato cambiato: erano 64 e sono state ridotte a 38, decisione che mi sembra in contrasto con lo scopo di riavvicinare il sindacato al territorio.
Al momento delle votazioni per il Coordinamento, la Segreteria ha presentato una lista già predisposta, che consentiva ai soci ben poche facoltà di scelta.
In conclusione, mi sembra che la riforma delle leghe abbia introdotto nella Fnp una forma di centralismo democratico, che avrà l’effetto di aggravare la crisi di partecipazione alla vita sociale, ormai manifesta nei confronti della politica e delle istituzioni, ma insidiosamente presente anche nella vita dei sindacati (non solo nella Cisl). Come dimostra l’assemblea dell’Interlega Fnp del 6 novembre, dove su oltre tremila iscritti hanno presenziato e votato una quarantina di persone: l’1,3% dei soci.
Giuseppe Pelli

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