Cives Cremona

20 marzo 2012

Dall’agricoltura: cibo o energia?

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 21:22
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La rassegna Bioenergy Italy, organizzata da Cremona Fiere, ha presentato tutte le opportunità offerte all’agricoltura dall’impiego delle energie rinnovabili: biogas da reflui zootecnici; energia dagli scarti agroalimentari; biogas dalle bietole; bioplastiche; fotovoltaico.
Nel corso della rassegna, è stata anche rimarcata esplicitamente l’esigenza di conciliare la produzione di cibo – funzione primaria dell’agricoltura – con la produzione di energia. “Il nostro obiettivo principale – ha detto in apertura il presidente di Cremona Fiere Antonio Piva – è e resta quello di fare agricoltura e produrre cibo. Le agroenergie sono solo una forma intelligente di integrazione del reddito, legata principalmente all’impiego di scarti e sottoprodotti di lavorazione”. Altrettanto chiaro il presidente della Commissione agricoltura dell’Ue, Paolo De Castro: “La politica agricola comune non può diventare politica ambientale comune…Biogas e biomasse non vanno demonizzati, ma bisogna prestare attenzione all’occupazione del suolo e differenziare gli incentivi in base ai prodotti utilizzati”.
Nella pratica, il conflitto di interesse tra cibo ed energia è tuttavia latente. Contribuiscono ad alimentarlo i generosi incentivi agli agricoltori e l’asse che si è formato tra impiantisti e istituti di credito. In una recente riunione di allevatori, il presidente dell’Associazione allevatori di Milano e Lodi, Paolo Ciceri, ha denunciato il fatto, sostenendo che “negli ultimi anni c’è stata la tendenza a finanziare maggiormente fotovoltaico e biogas, anche con mutui facili al 100%”. Ciò dimostra che le agroenergie, anche usando correttamente il suolo e la materia prima agricola, possono concorrere rispetto agli impieghi bancari e avere effetti negativi sulla produzione tradizionale.
Tali pericoli non sono poi così remoti. Come argomenta Leonardo Maugeri, nel libro già citato (Con tutta l’energia possibile, Sperling&Kupfer), gli effetti di una conversione massiccia delle colture agricole alla produzione di agroenergie potrebbe fare aumentare i prezzi degli alimenti necessari all’uomo e dei mangimi animali. Purtroppo tale conversione “si sta diffondendo in molti Paesi, soprattutto a causa di sussidi pubblici irragionevoli che alimentano speculazioni selvagge”. “Dal 2005 – continua Maugeri – la produzione di molti beni agricoli, di cereali in particolare, è cresciuta più della domanda per usi alimentari…Il problema dello spiazzamento alimentare provocato dai biocarburanti resta quindi sullo sfondo come una nube minacciosa”.

 

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