Cives Cremona

28 aprile 2011

“L’impaludamento dei servizi idrici” nell’analisi del Censis (3)

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 07:00

Le scelte inaggirabili per il rilancio del settore

Dopo l’analisi dei dati e dell’involuzione normativa, la Relazione Censis delinea quattro ambiti in cui sono necessarie scelte urgenti.
1 – La ridefinizione delle scelte regolative, per le quali viene proposta l’istituzione di un’Autorità indipendente, competente in materia di tariffe; l’adozione di sistemi codificati e standardizzati per regolare i rapporti con i concessionari; la definizione dell’affidamento in house come scelta residuale, cui ricorrere in caso di esiti non soddisfacenti delle procedure di gara.
2 – La revisione delle politiche tariffarie, introducendo meccanismi in grado di rendere flessibili le tariffe, in rapporto al raggiungimento degli obiettivi. Il problema della “accettabilità sociale” delle tariffe va risolto tenendo conto che la spesa per l’acqua incide molto poco sul bilancio familiare: si va dallo 0,6% medio per un consumo di 150 metri cubi, allo 0,8 per un consumo di 200 metri cubi (anche se vi sono realtà che arrivano al 2%). In particolare, si può incorporare nella tariffa il principio di equità introducendo riferimenti alla fiducia del consumatore, o adottando tariffe differenziate in base ai consumi e ai componenti la famiglia. Sarebbe anche necessario un patto tra regolatori, gestori e utenti che elimini le divergenze di natura ideologica e opportunistica, tenendo conto che le tariffe italiane sono tra le più basse d’Europa e che è necessatrio legare le tariffe al miglioramento complessivo della qualità del servizio e al risparmio della risorsa acqua.
3 – Il rilancio dell’intervento manutentivo. L’Italia attende da venti anni un programma di manutenzione dei beni pubblici (tra cui acquedotti e fognature). L’età media delle delle reti idriche è di circa trent’anni e gli investimenti manutentivi sono diminuiti da 2,3 miliardi di euro nel 1985 a 700 milioni nel 2005. Siamo di fronte ad una emergenza nazionale che potrà essere affrontata solo con un piano nazionale di manutenzioni straordinarie.
4 – La ridefinizione dei modelli di consumo. In Italia si preleva e si utilizza molta acqua. Una storia antica di basse tariffe ha creato la percezione di un bene a disponibilità illimitata, che comporta scarsa attenzione al contenimento degli sprechi. Una maggiore attenzione può essere indotta da un mix di tariffe più elevate e di incoraggiamenti ad un uso razionale. Inoltre, è necessario riabilitare l’immagine dell’acqua potabile, considerato che solo il 44% delle famiglie beve acqua di rubinetto, preferendo consumare acqua minerale in bottiglia, con un elevato costo per le famiglie (340 euro annui) e per l’ambiente (6 miliardi di bottiglie di Pet da smaltire). (3 – fine)

Nota – Le informazioni e le valutazioni sul servizio idrico italiano sono tratte da: Censis, Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2010, Franco Angeli Editore.

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