Cives Cremona

30 aprile 2009

Quale status per la scuola di liuteria?

Filed under: Enti e Fondazioni — Cives Cremona @ 08:00

 Proprio dopo aver celebrato il 70° anniversario della sua fondazione (in ottobre), la Scuola internazionale di liuteria è stata rimessa in discussione dagli accorpamenti previsti dal ministero per gli istituti con meno di 300 iscritti. La scuola si trova infatti inserita nell’Istituto professionale di stato per la liuteria e l’artigianato del legno (Ipial) e avrebbe dovuto uniformarsi ai parametri fissati per queste scuole.
Poi all’inizio di dicembre il ministro Gelmini ha fugato i timori e ha assicurato che le “eccellenze non verranno cancellate” e che la soluzione verrà trovata di concerto con la regione Lombardia.
Dal fatto contingente hanno preso lo spunto Giuliana Biagi e Fabrizio Loffi per svolgere su Cronaca una interessante e ampia inchiesta sulle vicende della nostra scuola più prestigiosa.
L’inchiesta parte dalla constatazione che l’istituto professionale è una veste troppo stretta per una scuola che vanta docenti illustri e allievi di ogni età provenienti da tutto il mondo, rileva la mancanza di un deciso interesse da parte degli enti locali e delle istituzioni musicali cremonesi, presenta infine le diverse proposte che nel corso del tempo sono state avanzate circa l’assetto da dare alla scuola. Da quella del preside Torrisi, per un istituto superiore per l’industria artistica (Isia) a numero chiuso per diplomati delle superiori; a quella della presidente dell’Associazione liutai professoressa Maramotti per l’accorpamento all’Istituto industriale per avvalersi dei laboratori là esistenti; a quella del senatore Bodini per l’inserimento in un liceo musicale; a quella dell’assessore provinciale Morini per farla parte di una “filiera musicale” comprendente tutte le scuole dalle materne alle superiori. Da ultimo, la proposta o meglio l’impegno (maturato durante le angustie del taglio minacciato) del vicepresidente regionale Rossoni, per un Istituto di formazione tecnica superiore, di cinque anni più due di specializzazione e stage, da avviarsi sulla base di un accordo tra università, scuola superiore, centro di formazione e imprese, con proprio statuto e propri laboratori.
L’inchiesta presenta poi le posizioni dei massimi responsabili degli enti cremonesi, da Corada a Torchio ad Auricchio, che sono tutti convinti della unicità della scuola e della sua importanza per il territorio e si dichiarano favorevoli ad una sua autonomia organizzativa.
La carrellata sintetica dell’inchiesta condotta da Biagi e Loffi ci riporta alla preoccupazione da cui era partita:quella di dare un assetto stabile e definitivo a una scuola apprezzata a livello internazionale, che è vanto non solo di Cremona ma dell’Italia.
Abbiamo ripreso il tema perché le elezioni amministrative sono l’occasione affinché i partiti assumano impegni non vaghi sul problema. Avendo chiaro che per dare solidità alla scuola internazionale sono necessarie risorse che Cremona da sola probabilmente non è in grado di garantire e che, di conseguenza, la via più sicura dovrebbe essere quella di mantenerla – come istituzione autonoma – nell’organizzazione scolastica statale o, in alternativa, in quella regionale; poiché, come dice un titolo dell’inchiesta “gli escamotage non servono più e serve un progetto forte”. Magari non lasciando scappare l’occasione offerta da Rossoni, visto che ha detto (cito un altro titolo) “tranquilli, la specializzazione salverà la scuola”.

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29 aprile 2009

Per un rilancio dei “canoni concordati”

Filed under: Comune di Cremona — Cives Cremona @ 08:00

 

Il periodico dell’Uppi di Cremona (Unione piccoli proprietari immobiliari) informa che le organizzazioni di categoria più rappresentative della proprietà e dell’inquilinato (Uppi; Confedlizia, Appc, Sunia e Uniat) stanno definendo l’accordo territoriale del comune di Cremona che fissa i nuovi canoni “concordati” secondo la legge 431/98.
Questi accordi fissano canoni più bassi di quelli del mercato libero e, per incentivare la loro sottoscrizione, concedono alcune agevolazioni fiscali sia ai proprietari che agli inquilini.
In un nostro articolo del 24 marzo (Quei canoni concordati presto dimenticati) abbiamo rilevato la scarsa applicazione di questi contratti e la poca fiducia in essi riposta dai soggetti interessati. Il comune, che al di là delle agevolazioni concesse avrebbe dovuto farne uno dei perni di una politica abitativa rivolta alla valorizzazione dell’edilizia privata e del patrimonio edilizio esistente. Le associazioni degli inquilini – Sunia in testa – che avrebbero dovuto sottoscrivere il rinnovo dell’accordo nel termine previsto di tre anni e che invece lo hanno ritardato senza valide ragioni di ben sette anni.
Adesso che siamo giunti alla vigilia dell’accordo è auspicabile che tutti i possibili soggetti della politica abitativa riprendano con più slancio un ruolo protagonista, a cominciare da una attività di informazione e promozione, alla adozione di una politica fiscale ancor più incentivante, fino ad una intesa tra comune e proprietà per favorire la stipula dei contratti anche alle famiglie a reddito molto basso.

28 aprile 2009

Il rebus di Maderno non è ancora risolto

Filed under: Provincia — Cives Cremona @ 08:00

Abbiamo già dato notizia (Il rebus di Maderno) della intenzione del presidente Torchio di alienare l’immobile di Maderno e della difficoltà giuridica di destinare il ricavato a investimenti, in quanto la donazione a suo tempo disposta dal Consorzio antitubercolare di Cremona a favore della Provincia era sottoposta alla condizione che l’immobile fosse destinato a fini assistenziali, pena la restituzione del ricavato della vendita all’Asl di competenza.
Spulciando nel bilancio preventivo 2009 della Provincia scopriamo che il rebus non è ancora risolto. Tra le alienazioni di immobili esiste un capitolo di entrata relativo alla “alienazione del complesso immobiliare di Maderno sul Garda” per 13 milioni e 400 mila euro, che trova riscontro in un capitolo di spesa di pari valore per”trasferimenti di capitale conseguenti all’alienazione del complesso immobiliare di Maderno”.
Il ragioniere capo è stato prudente e corretto. Il trasferimento potrà avvenire o come investimento della Provincia  o come restituzione della somma a chi di dovere. Vuol dire che il rebus di Maderno non è ancora risolto.

Un altro rebus: la sede della Provincia

Filed under: Provincia — Cives Cremona @ 07:15

Abbiamo già affrontato il tema della nuova sede della Provincia nell’articolo “Cremona in vendita” del 17 febbraio , dove sosteniamo l’opportunità che la Provincia – se proprio vuol fare una sede nuova – non si sposti in periferia, assecondando la speculazione immobiliare sulle aree agricole o sulle aree dismesse, ma contribuisca al recupero di uno dei numerosi edifici esistenti nel centro storico. E avevamo citato – speranzosi – l’intervista del presidente Torchio dell’11 febbraio, in cui diceva di stare valutando la possibilità di trasferire la sede nell’ex Casa di cura La Pace.
Il bilancio e la relazione al bilancio 2009 non danno indicazioni precise in proposito. Nell’allegato alla relazione tecnica sul bilancio è prevista una “alienazione di stabili” per 350 mila euro destinati al “reinvestimento patrimoniale per la nuova sede degli uffici provinciali”. Si tratta dell’importo già deliberato per il “concorso di progettazione” per la nuova sede, che nel progetto 05.02 del programma viene indicato come il percorso più idoneo per arrivare alla scelta migliore, previo contatti con il comune di Cremona per l’individuazione dell’area.
Poiché sono pubblici gli orientamenti dell’assessore Soregaroli circa la cosiddetta valorizzazione dell’area dell’ex ortomercato, sembrerebbe opportuno che la scelta fosse fatta al massimo livello politico e fosse ovviamente preliminare a qualunque progettazione. La nostra modestissima proposta è che la Provincia non si presti ad un ulteriore spostamento di funzioni dal centro storico, aggravando la già avanzata desertificazione, ma faccia una scelta di alto valore culturale orientandosi verso il recupero del patrimonio storico della città.

27 aprile 2009

Albatros: professionalità e utenti nelle aziende

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 08:00

Un documento del gruppo Albatros, a firma Antonio Milanesi e Mario Guerini Rocco, ha proposto all’attenzione dei candidati alle prossime amministrative il problema delle aziende pubbliche di servizi (ex municipalizzate).
Premesso che “l’incontrollata tendenza in atto nella nostra provincia, che ha dato vita ad una improvvisata forma di capitalismo municipale, rischia di nuocere gravemente al cittadino utente” Albatros  invita i candidati ad inserire nei propri programmi tre impegni. Primo. Formulare criteri generali per le nomine in aziende, istituzioni e fondazioni, in modo che “non siano dominio riservato dei partiti ma rappresentino la voglia di utilizzare al meglio le risorse umane presenti nel territorio”. Secondo. Costituire in tutte le aziende di servizio il comitato degli utenti. Terzo. Pubblicare i bilanci delle aziende sui siti di cui ormai tutte dispongono.
L’iniziativa di Albatros ci trova in perfetta sintonia, come dimostrano i diversi articoli dedicati da questo blog alle aziende pubbliche, alla necessità di una loro semplificazione, di una maggiore trasparenza dei bilanci, alla opportunità – peraltro prevista dalla legge – di una verifica generale della loro validità. L’iniziativa va di pari passo con il dibattito apertosi a Crema (con interventi di Soccini, Risari, Boschiroli ed altri) e dimostra come stia aumentando la sensibilità verso un fenomeno che nel giro di pochi anni ha visto crescere tante piccole Iri e tanti piccoli boiardi locali.
C’è da sperare che i candidati alle amministrative battano un colpo e che i partiti guardino oltre gli orizzonti delle poltrone dei consigli di amministrazione.

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